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Psicologia del Risultato

Pietroni Federico

Berten D’Hollander

Kapustin Sarah

Spizzichino Michela

Terlizzi Raffaele

Rivera Daniel

Duindam Christian

Fornaciari Marco

Terlizzi Marco

Rosler Timora

Peters Frank

Descrizione

La riuscita (il successo), in una società piena di complicazioni ed in continua mutazione, rischia di diventare una chimera raffigurata da “stati-simbolo” o da “scoop” di sensazionale rilevanza realizzati da individui ritenuti eccezionali e decisamente al di sopra della media... Tale identificazione del successo porta a idolatrare simboli lontani dal quotidiano, od a sviluppare sentimenti negativi come malizia, invidia, gelosia. Comunque a perdere contatti con possibilità personali, individuali e ordinarie di riuscita. In ogni tipo di mondo, piccole ma rappresentative occasioni di successo (che occorre certamente slegare da ogni più complessa considerazione sulla carriera e sull’avanzamento gerarchico e sociale in genere) vengono solitamente sempre trascurate in attesa del “colpo grosso” fondamentale. Questo tipo d’atteggiamento impedisce gratificazioni costanti e progressive, ovvero stati di umana soddisfazione che rappresentano una efficace autoterapia contro gli stati di ansia e di stress (di insoddisfazione) che governano troppo spesso gli umori di chi lavora ad ogni grado e livello della gerarchia aziendale.

Gli studi di Maltz (Psicocibernetica), Everett (Dinamica Mentale), Bandler e Grinder (Programmazione Neuro Linguistica), rappresentano alcune tra le più interessanti e utili proposte culturali per permettere alla persona che lavora di sperimentare nuovi approcci creativi ai problemi, accettando e applicando una disciplina psichica che lo preservi (come l’igiene fisica consente per il corpo) dai forti condizionamenti del ruolo.